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                                              San Corrado  Calendasco 1290 -Noto 19 febbraio 1351

 
 
 
  I LUOGHI della devozione al Patrono
 

                                                  

                                                        

                                                                 Altare cui è posta la Reliquia di San Corrado

                                                                           Chiesa e Parrocchia S. Corrado Confalonieri, Piacenza

 

All'interno sono visibili queste opere dedicate al Patrono

 

                                            

 

           La Gloria di S. Corrado                                       L'Incendio                                                              Statua lignea del piacentino Perotti

           opera del M° Bruno Grassi                                 opera del M° Bruno Grassi


Basilica dei SS. Cosma e Damiano in Roma 

Sede della Curia Generalizia del Terzo Ordine Regolare di San Francesco 

                ROMA  ai Fori Imperiali   affresco dell'Allegrini 

                                             

Chiesa e Parrocchia
SAN CORRADO CONFALONIERI

    
in Siracusa retta dai frati del TOR           

La chiesa di San Corrado Confalonieri, sorge a qualche centinaio di metri dalla scogliera nord-orientale di Siracusa, in contrada Mazzarrona. Essa ha un' armoniosa struttura architettonica moderna secondo le indicazioni liturgiche del Concilio Vaticano II. Opera dell'ingegnere Giuseppe Valenti, costruita sopra un'area di 1040 mq., ha forma di anfiteatro, nella quale ogni fedele, orientato verso l'altare, partecipa alla divina liturgia. Le pareti esterne sono rivestite con lastre di pietra bianca. Diciotto piloni in cemento formano una corona regale come a simboleggiare la dignità della Sposa di Cristo.

I piloni hanno forme piramidali vuote sul cui vertice poggiano originali capitelli simili ai cappucci dei frati. Essi rappresentano la preghiera silenziosa con la quale i Francescani del Terzo Ordine Regolare (T.O.R.), che guidano la parrocchia, in comunione con tutta la creazione, lodano Dio Creatore e Padre, Redentore e Signore della storia.

La chiesa è stata consacrata dal nostro Arcivescovo mons. Giuseppe Costanzo, il 23 febbraio 1992.


Illustre visita al Romitorio
di San Corrado di Calendasco

Da Siracusa il padre Antonio Panzica TOR parroco della chiesa di S. Corrado Confalonieri

agosto 2008

                 


                               

       nelle foto sopra: la visita di p. Antonio Panzica TOR, Parroco della Chiesa S. Corrado Confalonieri di Siracusa, a

         Calendasco nei lugohi sel Santo Eremita. Gli sono stati donati anche i due volumi di Studi su S. Corrado pubblicati

         a Piacenza nel 2005 e 2006.

        Il p. Antonio è stato accolto a Calendasco dal Vice-sindaco Mirella Beltrametti che ha fatto dono, a nome della Amministrazione comunale, di due volumi sulla storia recente del borgo.
        L'arciprete di Calendasco don Silvio Cavalli ha accolto l'illustre frate dello stesso ordine del santo Patrono Corrado assieme ad alcuni devoti del luogo, in rappresentanza di tutta la comunità dei fedeli e devotiLa piccola comunità di Calendasco che da oltre quattro secoli venera quale Celeste Patrono il santo Corrado Confalonieri eremita e penitente francescano, è sempre molto orgogliosa di accogliere devoti del Santo di ogni luogo e soprattutto quando questi vestono l'abito che fu del veneratissimo e amatissimo santo Corrado.

    un bel volume di Poesie di p. Antonio Panzica TOR           


            

I Netini di Roma

celebrano il patrono San Corrado

23 febbraio 2008

Basilica Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali

(omelia)

A Noto, San Corrado è annualmente celebrato il 19 febbraio, giorno del suo beato transito. Sempre attorno al 19 febbraio – e quest’anno sabato 23 – noi Netini di Roma ci ritroviamo ad onorarlo in questa prestigiosa basilica dei Ss. Cosma e Damiano, dov’è il suo più antico affresco nella cappella di S. Antonio.

Carissimi concittadini e amici, succede per la seconda volta (a distanza di tre anni) che un nostro carissimo concittadino passa da questa alla vita eterna proprio poco prima del 19 febbraio: il 3 febbraio 2005 il carissimo Totò Occhipinti e il 4 febbraio 2008 il carissimo Piero Toselli: ambedue – come tutti noi, del resto – devotissimi del nostro Santo Patrono.

Piero è sempre con noi! Egli, in cordiale collaborazione con il presidente e i consiglieri dell’Associazione, è stato instancabile tesoriere generale, animatore di ogni iniziativa sociale, sostenitore di ben tre edizione del “Premio Poesia”, gestore attento e arguto dell’interessante “Notiziario” periodico della nostra Associazione, giunto al n° 85, e aperto alle associazioni “Gli Avolesi nel mondo sez. di Roma” e “Antonello da Messina”.

Lutto che ancora una volta vela la festa patronale, ma che ci dà occasione di sentirci più uniti nella preghiera di suffragio e solidali con la sposa di Piero, i figli, i nipoti e i parenti tutti.

Il Gen. Piero Toselli, indimenticabile amico fraterno, per te invochiamo la misericordia paterna di Dio e con te vogliamo rivivere – se pur nella brevità omiletica - il dies natilis al cielo di San Corrado, in quel 19 febbraio 1351 nella grotta netina dei Pizzoni.

La tradizione antica è univoca nell’affermare che il Santo, prossimo ai 60 anni, ha il volto smagrito e ieratico, come sorprendentemente è confermato dalla ricostruzione fisiognostica eseguita nel 2000 dall’Istituto di paleopatologia dell’Università di Pisa. Comunque il Santo continua ad andare ogni settimana il venerdì a Noto, percorrendo a piedi, fra andata e ritorno, circa 9 km di disagevole viaggio. Allorché poi giunge il tempo in cui egli deve rendere l’anima a Dio, lo rivela ad un suo devoto, predicendogli una contesa tra netini e avolesi per il possesso del suo corpo, ed incaricandolo della sepoltura. Quando giunge il suo giorno, il Santo va nella sua grotta e, «postosi in ginocchio, eleva al Signore questa preghiera: ”Onnipotente Dio, ti raccomando l’anima mia e di ogni creatura; liberami, Signore, dalle mani del demonio, stendi la tua mano e dammi aiuto”. E sopra di lui è grande luce». E’ estasi? Così pensa il confessore che ha la sorte di assistere a quella scena sublime: si avvicina, compreso del più sacro rispetto; lo palpa, lo chiama con voce commossa; il cuire non batte più. E’ il 19 febbraio 1351!

Le campane di Noto e Avola suonano da sole a distesa. E’ morto fra Guglielmo, l’eremita delle “celle” del Crocifisso? Disingannati, tutti corrono ai Pizzoni, dove trovano il corpo del Santo anacoreta e per primi lo venerano.

19 febbraio 1351! Il Santo, partendo, ci lascia uno splendido solco di luce che ne perpetua nei secoli la memoria. Egli vive sempre con noi nelle sue virtù, nel suo eroismo, nei suoi portenti. E’ una gara incessante tra protetti e Patrono. Basterà il suo nome e il fulgore dei suoi prodigi a mantenere la fede sempre viva negli animi. I Netini, in qualunque punto della terra vadano, lo portano con sé e ricorrono a lui in ogni bisogno.

Il miglior modo di onorarlo e propiziarne il patrocinio è di imitarne le virtù, di amare Dio e il prossimo, di esercitarsi nella pazienza e pensare che non siamo creati per la terra ma per il cielo.

E il carissimo Piero Toselli, devotissimo di San Corrado, ce ne ha dato fulgido esempio.

don Salvatore Guastella

 


 

   
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