San Corrado  Calendasco 1290 -Noto 19 febbraio 1351

 
 
 
  STORIA DEI PORTATORI DI SAN CORRADO
                                        foto Vincenzo Coffa
  LEGGI pag. 2     
                                              
                                                                      

Noto - Il Cav. Paolo Bufalino

primo presidente

della “Società Fedeli e Portatori di S. Corrado”

  

Il netino Paolo Bufalino (1909 –1974), estroso artigiano del ferro battuto e fabbro del nuovo Seminario vescovile (1955), è stato un miracolato da San Corrado.

Quando nel 1934 egli si arruolò militare in Africa Orientale, durante una operazione bellica venne colpito ad una gamba da una pallottola dirompente. Gli avrebbero dovuto amputare la gamba, ma quella sera stessa egli vede in sogno San Corrado, che glielo sconsiglia; fiducioso nell’intercessione del Santo, egli firma il diniego all’amputazione e fa voto a S. Corrado che, ottenuta la grazia della guarigione, sarebbe andato a Noto per portare a spalla la sua arca argentea nelle annuali festività di febbraio e agosto. Davvero la sua fede l’ha salvato: la gamba non è andata in cancrena! Rientrato a Noto, Paolo manterrà fede al voto fatto ed è stato uno dei primi portatoti organizzati e primo presidente della «Società Fedeli e Portatori di S. Corrado».

   

Congedatosi dal servizio militare, egli lascia l’officina paterna di via Fratelli Ragusa e si trasferisce con la famiglia nella vicina Avola. Nel 1943, dopo lo sbarco degli inglesi nel golfo netino, fa ritorno a Noto. La ditta Paolo Bufalino, nata dall’esperienza paterna nella lavorazione del ferro, ha prodotto e posto in opera elementi e composizioni in ferro forgiato e battuto, fornendo un prodotto di alta qualità.

Come risulta dai documenti, nel 1947 egli ha collaborato con l’autorità ecclesiastica nella fondazione a Noto della «Società Fedeli e Portatori di San Corrado» “per grazia di Dio e con l’aiuto di S. Corrado il dì 19 febbraio 1947 viene fondata dal sig. Bufalino Paolo, coadiuvato in parte dai portatori” (vedi nota fondo pagina). Dopo l’episodio increscioso del 1 gennaio 1951, quando l’arca argentea del Santo non poté essere trasferita ad Avola per iniziare una Peregrinatio in diocesi, la stessa ‘Società’ viene riordinata dal vescovo di Noto, Mons. Angelo Calabretta, il quale conferma il Bufalino alla presidenza. Questo il documento della Curia vescovile di Noto:

 «L’anno 1950 il dì 15 marzo alle ore 20 nella sede della Società Fedeli e Portatori di S. Corrado si è riunito il Comitato direttivo per deliberare il seguente ordine del giorno: Modifiche ed aggiunte allo Statuto. - Art. 1. Per grazia di Dio e con l’aiuto di S. Corrado il dì 19 febbraio 1947 viene fondata dal sig. Bufalino Paolo, coadiuvato in parte dai portatori la Società portante il nome di Associazione Confratelli portatori e fedeli di S. Corrado, con sede in Noto via Rinaldo Montuoro, 4. - Art. 30. La Società avrà pure un nucleo sportivo. – Art. 32. Nella stessa Associazione fanno parte i proprietari e portatori dei Cilii; essi, come il nucleo sportivo, saranno separati in apposito regolamento. – Art. 33. Il capitale della Società è di appartenenza dei soci, ma non potrà essere distolto, né in parte, se non per i fini e lo scopo che si propone la Società, e ciò fino a quando avrà vita la Società medesima. Aggiunto regolamento Cilii e dei portatori di San Corrado qui allegato. Noto, 15 marzo 1951. Paolo Bufalino. - Si approva. Noto, 16 marzo 1951. Sac Salvatore Fiaschitello».

Affermato artigiano e prestigioso maestro del ferro battuto, stimato e ben quotato nel tessuto sociale cittadino, uomo di sani principi morali e di profonda fede cattolica, il Cav. Paolo Bufalino - il quale ha saputo aggregare attorno alla venerata arca di S. Corrado persone di varie idee politiche, ma tutte sentitamente devote del Santo Patrono di Noto - si sentì ormai sciolto dal voto fatto in Africa Orientale a San Corrado e dà, così, ai suoi concittadini esempio di umiltà cristiana, mettendo a disposizione del vescovo A. Calabretta l’incarico di presidente. La ‘Società’ verrà riordinata dall’autorità ecclesiastica il 19 gennaio 1953 con nuovi Statuto e Regolamento.

Sac. Salvatore Guastella

nota: “Statuto dei Portatori e Fedeli di San Corrado. Art. 1°: Per grazia di Dio e con l’aiuto di S. Corrado il dì 19 febbraio 1947 viene fondato dal sig. Bufalino Paolo, coadiuvato in parte dai Portatori, la Società portante il nome di Associazione Confratelli portatori e fedeli di S. Corrado, con sede in Noto via Rinaldo Montuoro n°4…” (cfr. Corrado Perricone, L’arte del Cilio. Ed. Pro Noto, p. 57).

 

                         foto Vincenzo Coffa, 19 febb. 2009

 

           

           


                                         

IL GONFALONE
dei Portatori di SAN CORRADO

 

Il primo Gonfalone della
Società Fedeli Portatori di San Corrado di NOTO
è stato donato dalla famiglia DELL'ALPI
della Comunità dei Netini di Roma

PREGHIERA DEL PORTATORE

O Glorioso e Venerato San Corrado, noi portatori,

consapevoli che, mentre esultanti ti portiamo,

con fede e sincera devozione,

per le strade di questo nostro mondo,

tu ci conduci per le vie di Dio con l’esempio delle tue virtù.

Il peso che grava sulle nostre spalle, mentre portiamo te,

ci fa essere certi che, per tua intercessione,

il Signore ci sostiene nel portare quello

delle nostre responsabilità quotidiane

e lo rende soave perché, portato con Cristo,

è pregnante di amore e strumento certo di santificazione.

Fa che alle nostre famiglie non manchi mai

quel pane caldo che tu sai sempre donare:

il pane che sostenta la nostra vita terrena,

il pane della gioia, dell’armonia e dell’unità nell’amore

e il pane eucaristico che ci sostiene nel cammino quotidiano della vita.

Con il tuo patrocinio suscita in noi il desiderio di essere santi

e intercedi per noi perché lo Spirito Santo,

dono del Padre, ci plasmi e ci configuri sempre più

a Gesù Cristo nostro Signore.

Amen.


                                   

 

                               

Le sacre Ossa del Santo vengono gelosamente custodite in un'Arca tutta d'argento che oggi possiamo ammirare, con ornamenti d'oro il lavoro fu compiuto il 16 febbraio 1849 e nel novembre la cassa potè essere riportata nella Cattedrale. Misura m. 1,90 per 0,57 m poggiante su basette prospiciente circa cm 10 e coperta da coperchio di forma piramidale con statuetta di Gesù Risorto all'apice. Sulla basetta poggiano colonnine che sorreggono la trabeazione e determinano sei scomparti sui lati lunghi e due su quelli corti, ornati da nicchie con catino a conchiglia, nelle nicchie sono sovrapposte a basso rilievo figurine di Apostoli, dei Santi Vescovi, s. Maria e l'Angelo Annunziante. La decorazione sul coperchio e sulla trabeazione della cassa è quanto mai ricca, tanto da potersi considerare una delle più sontuose opere di oreficeria siciliana.


  

 
   LEGGI PAGINA 2 
HOME PAGE       T O P